RACCONTI DI UN VIAGGIO MISSIONARIO...
Amici, solo ora riesco a scrivere il racconto della giornata di ieri domenica 5 febbraio 2012. Di tutte quelle trascorse qui nella missione di Pescador in Brasile, in questo nostro viaggio di accompagnamento delle suore, sicuramente e' stata la giornata piu' ricca di emozioni forti.
Nei giorni scorsi, Roberto Galizia ed io, abbiamo assistito a molte cose belle, abbiamo visto realizzarsi il sogno che da tre anni veniva coltivato, vale a dire l'arrivo di una congregazione di suore qui nella missione che fu del nostro grande don Gianni Sacco, missionario novarese per 44 anni.
"Tudo deu certo", come si dice da queste parti (tutto e' andato bene), ma ieri ho fortemente voluto fare visita ad un uomo che qui nella missione rappresenta la memoria storica. Sto parlando di Jose' Pereira de Oliveira, da tutti conosciuto come ZE' DE LORA. Definire questo uomo non e' assolutamente facile, egli e' l'onesta' in persona, quello che potremmo definire un uomo integro, un uomo tutto d'un pezzo, un uomo che gode nell'intera regione della stima di tutti, un uomo di una fede incrollabile, pur nella sua semplicita' e umilta'. Ze' de Lora, con la moglie dona Laurinda, ha generato ben 12 figli, tutti onesti e grandi lavoratori.
Credo di non esagerare nel dire che sia stata la persona che piu' di tutti ha amato don Gianni, lo ha servito, consigliato, assistito fino agli ultimi istanti della sua vita.
Basta dire che, specie nei primi anni di missione, don Gianni chiedeva a lui consigli ed informazioni sulle persone che domandavano di essere sposate in chiesa. Bastava un suo cenno o un suo sguardo e don Gianni capiva. Ze' de Lora non sbagliava mai e don Gianni si fidava ciecamente di lui.
Ora ha quasi 80 anni, ma rimane una figura sempre ascoltata e stimata da tutti. Ha sempre vissuto molto lontano dal paese, in una casetta semplice, circondata da un piccolo appezzamento di terra dal quale ha tratto sostentamento per se' e per la sua numerosa famiglia, lavorando molto, pregando molto e rendendosi sempre disponibile per aiutare chi era nel bisogno. Un uomo saggio che, come dice il Vangelo, ha costruito la sua casa sulla roccia e che, anche la pioggia violenta di queste settimane, non ha minimamente danneggiato.
Io, Roberto e Pretinha (presidente del nostro asilo in Nova Modica e nostra grande collaboratrice nella missione) siamo partiti subito dopo il pranzo a bordo del Toyotone, mezzo assolutamente indispensabile per raggiungere zone come quelle dove abita Ze' de Lora.
Abbiamo percorso, in mezzo a tanta polvere, chilometri di sterrato con molte buche, piccole salite ed a volte curve scoscese anche un po' pericolose, ma ormai sono abile pilota su pecorsi simili e non mi faccio piu' intimorire.
Lungo il tragitto, straordinariamente bello in questa stagione estiva durante la quale e' caduta abbondantissima pioggia, abbiamo potuto ammirare lande sterminate di verdi pascoli con sullo sfondo la mitica "Pedra Riscada", un montagna di pietra nera simile ad un panettone, meta in questi ultimi anni persino di un particolare tipo di turismo e sport: la roccia. Nell'ottobre scorso c'erano una trentina di rocciatori venuti dall'Inghilterra.
Le mandrie al pascolo qui la fanno da padrona, cosi come i cavalli, i buoi di razza, i vacheros che spostano e separano i vari tipi di animali. Uno spettacolo, quello che si vede, che affascina e coinvolge. Lungo il percorso la mente corre lontana agli anni epici durante i quali quel grande uomo di Dio che fu don Gianni ha percorso palmo a palmo, per centinaia di volte, questi sentieri fangosi e quasi sempre a cavallo o con la mula, sotto la pioggia, sotto il sole cocente e spesso anche di notte, proprio per evitare il sole. Da queste parti tutti lo ricordano come un santo, come colui che ha fatto la storia di una intera regione lunga e larga circa 50 km.
Ze' di Lora non ci aspettava ieri, non sapeva che gli avremmo fatto una sorpresa bellissima andando a trovarlo e quando il rumore del motore della nostra Toyota "preta" (nera) ha rotto il silenzio assoluto che regna in quella zona, Ze' si e' messo a piangere. Il suo, lo si vedeva, era un pianto vero, un pianto che sgorgava al pensiero di sapere che un grande amico non c'era piu', ma che altri suoi amici avevano voluto fargli visita.
Una commozione sincera quella di Ze' de Lora, che ha trasmesso anche a noi che siamo andati a salutarlo ed a ringraziarlo per l'amicizia vera che aveva offerto a quello che e' stato anche un nostro grande amico.
Entrati nella casa, con focolare di terracotta costantemente acceso nonostante il gran caldo e la pentola di fagioli in cottura ed il pollo arrosto gia' pronto, Ze' de Lora ha voluto prendere fra le braccia uno strumento musicale tanto caro a don Gianni, la fisarmonica. I due autodidatti, negli anni passati, hanno fatto lunghissime suonate nel cortile davanti alla casetta. Don Gianni passava spesso attraverso quella landa di terra mentre andava o tornava da altri villaggi e si fermava a mangiare un piatto caldo, a bere un bicchierino di cachaça e poi, per rilassarsi, a fare qualche suonatina in coppia col suo grande amico Ze' de Lora.
A pochi metri dalla casetta c'e' una casina piccola piccola, ora chiusa e abbandonata. Era la scuolina della zona dove arrivavano a piedi tanti piccoli scolaretti e dove don Gianni si recava per insegnare il catechismo, per parlare, per giocare con loro e persino per proiettare le diapositive.
Ieri, quando il sole stava per tramontare e grandi nuvoloni ruotavano in cielo minacciando pioggia, prima di rischiare di restare impantanati, ci siamo congedati dall'amico Ze' e dalla moglie Laurinda, promettendo un'altra visita durante il nostro prossimo viaggio.
Tornati a Nova Modica, dopo una breve sosta in casa di Pretinha per rimetterci un po' in odine, ci siamo recati fino a Sao Jose' do Divino, il terzo paese che faceva parte della parrocchia di don Gianni ai suoi tempi. Ora e' parroco un giovane sacerdote brasiliano che pero' ha origini italiane. Ieri il Vescovo della diocesi di Teofilo Otoni, Dom Aloisio Vitral, e' venuto per fare la sua prima visita pastorale dopo il suo insediamento in diocesi e noi abbiamo voluto andare a salutarlo per l'ultima volta, prima del nostro rientro in Italia. Abbiamo voluto ringraziarlo ancora una volta per l'accoglienza calorosa che ha riservato alla nostre suore e anche a noi. Ormai possiamo dire di essere diventati vecchi amici. La sua azione pastorale in questi primi due anni dopo l'ingresso sta dando risultati straordinari e noi con lui non possiamo che gioire dopo le sofferenze del passato. A fine messa ha invitato me e Roberto sull'altare e ci ha pubblicamente ringraziati per il bene che vogliamo alla terra brasiliana, alle popolazioni che don Gianni ha servito per 44 anni e che ora ricevono ancora una volta il servizio delle suore italiane " Francescane Missionarie di Susa" e da noi laici che vogliamo continuare la sua grande opera qui in Brasile.
Vi assicuro che e' stata anche questa una forte emozione, che ha coronato una giornata indimenticabile.
Stanchi ma felici abbiamo fatto ritorno a Pescador per il meritato riposo, pronti per iniziare una nuova giornata e fare poi rientro nella freddissima Italia martedi prossimo 14 febbraio a riabbracciare le nostre famiglie nel giorno della festa di San Valentino.
A tutti un caro saluto con l'invito a visitare sempre il nostro sito internet www.dongianni.org
LUCIANO AGAZZONE